La Storia dei nostri Caffè

La storia dei caffè che possono arrivare a casa vostra...

Etiopia

Storia

Quando si parla di caffè, bisogna parlare di Etiopia dove, narra la leggenda, nell’anno 850DC  il pastore Khalid scoprì le proprietà dei semi della pianta Coffea arabica. E il caffè della regione del Guji, da cui proviene il nostro, è particolare: nella cultura locale le piante rivestono ancora un ruolo fondamentale tanto nella medicina, quanto nella religione e nelle pratiche sociali.

Le piante di caffè vengono coltivate solo da lotti familiari. Ogni famiglia accudisce 1-2 ettari, coltivando, insieme al caffè, anche legumi e “falsi banani” (ensete) –alimento base in Etiopia– che creano l’ombra necessaria alla delicata pianta del caffè.

L’importatore europeo (Belco) compra direttamente dai produttori, con cui lavora a stretto contatto, fornendo anche consulenza gratuita attraverso il loro agronomo, che visita regolarmente le piantagioni.

 

Produzione e commercio sostenibile

Il caffè viene raccolto, viene da dire “ovviamente”, a mano: è l’unico modo per assicurare che solo le ciliegie perfettamente mature vengano utilizzate. 

Le ciliegie vengono inviate alla stazione di processamento dove vengono adagiate su letti di paglia, al sole, dove asciugandosi passano parte dell’aroma e degli zuccheri ai chicchi. Ultimamente, è stata anche costruita una stazione di lavaggio per la produzione di chicchi “washed”, ossia provenienti da ciliegie lasciate fermentare per varie ore in acqua.

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Qualità

La varietà che proponiamo è la cosiddetta Heirloom, ossia “tradizionale”. Nel paese di origine della pianta del caffè infatti, pur crescendo solo Coffea arabica, le varietà sono infinite, ed ogni coltivatore ha la sua: non esiste una standardizzazione, come in altri paesi. Il suolo vulcanico, la coltivazione a 1200 metri sul livelli del mare, ma soprattutto lo sviluppo delle piante all’interno del loro ecosistema originario, permettono la produzione di un caffè unico.

Brasile

Storia

Il caffè che proponiamo è prodotto da Daterra, un’azienda familiare che nel 1980 ha scommesso sulla reintroduzione del cerrado (la savana brasiliana), in una zona precedentemente adibita a pascolo –un’attività responsabile, in Brasile, della distruzione di buona parte dell’ecosistema originario.

Il cerrado, secondo Daterra, avrebbe permesso la coltivazione di un caffè diverso da quello delle grandi piantagioni. La previsione si è avverata: grazie alle reintroduzione della flora e della fauna originaria, il caffè di Daterra è tra i più apprezzati del paese, primo produttore di caffè al mondo.

Nel 2015, l’azienda ha vinto il premio “Fazenda sostenibile” di “Globo Rural”.

Produzione e commercio sostenibile

Daterra è una rete di 216 piccole fazendas, dove le ciliegie di caffè arabica vengono raccolte a mano per assicurare la perfetta maturazione.

Il processo di essiccazione è stato sviluppato da Daterra stessa per poter ottimizzare la produzione senza sacrificare la qualità: le ciliegie vengono prima separate, poi essiccate –ogni gruppo con tempi diversi. 

Dopo aver passato gli zuccheri al chicco, la polpa viene tolta. I chicchi passano attraverso un processo di selezione (automatico), per essere inseriti in sacchi ermetici ad atmosfera controllata e spediti in Europa.

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Qualità

Poco dopo aver iniziato ad esportare i suoi chicchi, Daterra ha visto i suoi caffè usati nel campionato mondiale baristi del 2008, dove 4 finalisti su 6 usavano caffè Daterra. Nel 2010 il campione mondiale di Latte Art, Haruna Murayama, usava caffè Daterra, così come il campione mondiale di “estrazione a sifone” Chizuru Motokawa.

Kenya

Storia

Se il caffè è nato in Etiopia, in Kenya ha trovato uno degli ambienti più favorevoli per una produzione di altissima qualità. Il terreno vulcanico e le montagne offrono terreni perfetti. In più, il Kenya è il principale produttore della varietà SL28 di Coffea arabica –una delle più apprezzate al mondo. 

Purtroppo il Kenya è anche un paese dove il commercio del caffè non ha favorito gli 800,000 piccoli agricoltori –responsabili della maggior parte della produzione. Troppi intermediari, prezzi bassi (frutti pagati meno di 30 centesimi al chilo), pagamenti 6 mesi dopo il raccolto e raccolti a volte scarsi. Il risultato è che molti coltivatori sono passati ad altre culture, e la produzione nel 2016 era già scesa del 40%.

L’importatore Trabocca, Olandese, nel 2019 ha iniziato a lavorare con gli agricoltori della regione del Nyeri, alle pendici del monte Kenya –soprannominata la “champagne del caffè”– per assicurare 1) assistenza tecnica per migliorare la resa del terreno 2) prezzi onesti (quasi doppio) e soprattutto 3) pagamenti immediati alla consegna.

Produzione e commercio sostenibile

Il caffè viene comprato direttamente da Ndaroini Coffee Ltd, una stazione di processamento (washing station) cui si appoggiavano circa 1.200 piccoli coltivatori.

I vantaggi per i coltivatori:

  • Ciliegie di caffè pagate 100 scellini (€0.70) al chilo direttamente ai coltivatori e non 60 scellini alla cooperativa: le cooperative spesso trattengono fino al 20% e pagano i coltivatori solo mesi dopo il raccolto
  • Donazione di un ulteriore 20% per la ristrutturazione della stazione di processamento
  • Consulenza per la riorganizzazione della produzione. Il rendimento per pianta è così passato da 2-3 chili di frutti a 6, e si punta ad arrivare a 15 nel 2022.

Qualità

Trattiamo solo chicchi con uno grading score (come standardizzato dalla Specialty Coffee Association) maggiore di 85/100. Un caffè, semplicemente, fenomenale. Con chiari aromi di mirtillo, succoso, e leggermente acido.

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