La Storia dei nostri Caffè

La storia dei caffè che possono arrivare a casa vostra...

Etiopia

Storia

Quando si parla di caffè, bisogna parlare di Etiopia dove, narra la leggenda, nell’anno 850DC  il pastore Khalid scoprì le proprietà dei semi della pianta Coffea arabica.

Nella cultura etiope le piante rivestono ancora un ruolo fondamentale tanto nella medicina, quanto nella religione e nelle pratiche sociali.

Produzione e commercio sostenibile

Le piante di caffè vengono coltivate solo da lotti familiari. Ognuna delle 667 famiglie  accudisce 1-2 ettari, coltivando, insieme al caffè, anche legumi e “falsi banani” (ensete) –alimento base in Etiopia– che creano l’ombra necessaria alla delicata pianta del caffè.

Il caffè viene raccolto, “ovviamente”, a mano: è l’unico modo per assicurare che solo le ciliegie perfettamente mature vengano utilizzate. 

Le ciliegie vengono inviate alla stazione di processamento dove vengono adagiate su letti di paglia, al sole, dove asciugandosi passano parte dell’aroma e degli zuccheri ai chicchi. 

Qualità

Il caffè è composto da varietà locali, quali: Setami, Mikicho, 72/158, 74/110 coltivate in alta montagna: tra 1850 e 2100 metri di altitudine. È un caffè di moderata (ma ben presente) acidità, con le caratteristiche note floreali. In più troverete un po' di lampone e cioccolato al latte.

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Brasile

Storia

Il caffè che proponiamo è prodotto da Daterra, un’azienda familiare che nel 1980 ha scommesso sulla reintroduzione del cerrado (la savana brasiliana), in una zona precedentemente adibita a pascolo –un’attività responsabile, in Brasile, della distruzione di buona parte dell’ecosistema originario.

Il cerrado, secondo Daterra, avrebbe permesso la coltivazione di un caffè diverso da quello delle grandi piantagioni. La previsione si è avverata: grazie alle reintroduzione della flora e della fauna originaria, il caffè di Daterra è tra i più apprezzati del paese, primo produttore di caffè al mondo.

Nel 2015, l’azienda ha vinto il premio “Fazenda sostenibile” di “Globo Rural”.

Produzione e commercio sostenibile

Daterra è una rete di 216 piccole fazendas, dove le ciliegie di caffè arabica vengono raccolte a mano per assicurare la perfetta maturazione.

Il processo di essiccazione è stato sviluppato da Daterra stessa per poter ottimizzare la produzione senza sacrificare la qualità: le ciliegie vengono prima separate, poi essiccate –ogni gruppo con tempi diversi. 

Dopo aver passato gli zuccheri al chicco, la polpa viene tolta. I chicchi passano attraverso un processo di selezione (automatico), per essere inseriti in sacchi ermetici ad atmosfera controllata e spediti in Europa.

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Qualità

Poco dopo aver iniziato ad esportare i suoi chicchi, Daterra ha visto i suoi caffè usati nel campionato mondiale baristi del 2008, dove 4 finalisti su 6 usavano caffè Daterra. Nel 2010 il campione mondiale di Latte Art, Haruna Murayama, usava caffè Daterra, così come il campione mondiale di “estrazione a sifone” Chizuru Motokawa.

 

Perù

Storia

Il caffè “Faustino e Sara” ha una saga alle spalle: la coppia che si trasferisce a El Diamante (San Ignazio) per raggiungere la famiglia allargata e sposta lì la coltivazione di caffè. Il figlio adolescente –David– che per anni cerca di convincere i genitori a passare allo specialty. Il padre che si rifiuta, ma continua a lamentarsi dei prezzi che scendono. E alla fine acconsente, e prova. Solo che prova a coltivare la qualità Geisha, che nel 2020 si rivelerà la più cara al mondo, e certamente tra le più pregiate. E resta stregato dagli aromi. E decide che anche a 40 anni passati si può cambiare modo di coltivare il caffè: adesso Faustino e Sara (e David) producono tra i migliori caffè del paese.

Produzione e commercio sostenibile

Quello che proponiamo qui è un “microlotto” della tenuta La Mandarina, a 1750 mslm. La raccolta, rigorosamente manuale, è effettuata dalla famiglia. Le ciliegie vengono prima fatte fermentare in acqua per 36 ore, poi seccate al sole (con l’aiuto di un accumulatore di energia solare) per 3 settimane.

Qualità

Vien da dire… provatelo! Resta il nostro caffè ad acidità media (meno acido dell’Etiopia ma più del Brasile), con un retrogusto floreale, ma le varietà Caturra Giallo (90%) e Bourbon (10%) fanno comunque emergere una nota di nocciola. In filtro e moka è impeccabile, ma attenzione all’espresso: risulta molto intenso e potrebbe scombussolare le papille non abituate!